Michele Bosio (Cremona, 28.09.1978)

mi.bosio@libero.it


ISTRUZIONE

- Laurea in Musicologia, Università degli Studi di Pavia – Facoltà di Musicologia (sede di Cremona) A.A. 2003-2004; titolo della tesi di Organologia: La premiata Fabbrica d’Organi di Giuseppe Rotelli a Cremona (1894-1937); relatore: Laura Mauri Vigevani; correlatore: Antonio Delfino; votazione: 110/110 con lode. Tesi vincitrice del Premio biennale Enrica Sovena Tansini (Comune di Cremona, 2007).


DIDATTICA

- Docenza annuale (A.A. 2023-2024) di Storia della Musica (CODM/04) presso il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, dal 19/12/2023 al 31/10/2024.

- Docenza annuale (A.A. 2022-2023) di Storia della Musica (CODM/04) presso il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, dal 06/02/2023 al 31/10/2023.

- Tutor di Organologia Musicale Moderna A.A. 2009-2010 presso la Facoltà di Musicologia dell’Università degli Studi di Pavia (sede Cremona), dal 01/10/2009 al 30/09/2010 (50 ore).

- Tutor di Avviamento alla Filologia Musicale A.A. 2004-2005 presso la Facoltà di Musicologia dell’Università degli Studi di Pavia (sede Cremona), dal 01/10/2004 al 30/09/2005 (83 ore).


PUBBLICAZIONI

- Cercando Dio fra le note (ma non sempre trovandovelo), in Carlo Alessandro Landini, Musica di Dio. Musica del diavolo, Varese, Zecchini, 2024, pp. 1-4, ISBN 9788865404256, Introduzione al saggio. Il volume è stato recensito su canali diversi, a titolo informativo si citano: redazione ANSA, Bologna, 26 giugno 2024; Euterpe, in RoboReporter, 29 giugno 2024.

- La Calabria nell’opera lirica di fine Ottocento Cosenza, Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”, 2023, pp. 138, ISSN 29749360, a cura di Michele Bosio e Olga Laudonia. Si tratta del primo numero monografico con taglio musicologico della rivista «auditoriuM» Lo scrivente è membro del comitato editoriale (Francesco Perri, direttore responsabile; Olga Laudonia, caporedattore; Emanuele Cardi, comitato editoriale) della rivista del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza., il cui comitato scientifico è composto da Agostino Ziino, Giorgio Adamo, Loris Azzaroni, Egidio Pozzi, Fabio De Sanctis De Benedictis, Christian Ferlaino, Marco Targa.

- Bossi e Macinanti: la rinascita dell’organo in Italia, in «Musica», XLV (2022), n. 336, pp. 52-57, ISSN 03925544, Articolo storico-musicale. La rivista di cultura musicale e discografica, pubblicata dagli editori Zecchini di Varese, è attualmente al suo quarantasettesimo anno di attività. Nel corso del tempo si sono avvicendati nella direzione Umberto Masini, Laura Poli, Stephen Hastings e Nicola Cattò. Lo scrivente è firma della rivista dal 2005.

- 1815: Seeds of Romanticism in Italy, Eugenio Maria Fagiani all’organo Serassi di Calcinate (Bg), CD Da Vinci C00561, 2022, Libretto.

- La Musica Sacra. Estetica e storia dal Canto gregoriano a Palestrina, Varese, Zecchini, 2021, pp. XII + 206, ISBN 9788865403457, Monografia. Il volume è stato recensito su canali diversi, a titolo informativo si citano: Claudio Bolzan, in «Musica», XLIV (2021), n. 328 p. 29; Anna Menichetti, durante il programma Qui comincia in onda su Rai Radio3 (febbraio 2022).

- Louis Vierne, i colori del sacro, in «Musica», XLIV (2021), n. 330, pp. 40-44, ISSN 03925544, contributo redatto per la giornata di studio Louis Vierne, il quadro e la cornice, coordinata da Piero Mioli: Bologna, Conservatorio “Giovan Battista Martini”, 18 aprile 2012.

- Musica sacra. Definizione, storiografia ed estetica tra Cinque e Ottocento, in Piero Mioli (a cura di) Suoni per Lemmi. Su dizionari e lessici d’argomento musicale, Bologna, Pàtron, 2019, pp. 103-120, ISBN 9788855534550. Contributo musicologico pubblicato negli Atti dell’omonima giornata di studio presieduta da Loris Azzaroni: Bologna, R. Accademia Filarmonica, 7 ottobre 2017.


- Caeciliana - Italian organ musica after the Motu Proprio Reform, Eugenio Maria Fagiani all’organo Pedrini di Piamborno (Bs), CD Fugatto FUG 075, 2019, Libretto.

- Praeludium, in «Arte Organaria e Organistica», XXV (2018), n. 1, p. 1, Editoriale. Lo scrivente è stato codirettore editoriale della rivista specializzata «Arte organaria e Organistica» delle edizioni Carrara di Bergamo (2009-2018) insieme a Vittorio Carrara, Umberto Forni, Andrea Macinanti, Wijnand van de Pol, Gilberto Sessantini e Francesco Tasini.

- Ricordo di Pierre Pincemaille, in «Arte Organaria e Organistica», XXV (2018), n. 1, p. 7.

- Praeludium, in «Arte Organaria e Organistica», XXIV (2017), n. 2, p. 1, Editoriale.

- Ricordo di Luigi Ferdinando Tagliavini, in «Arte Organaria e Organistica», XXIV (2017), n. 2 p. 7. 

- Ricordo di Michel Chapuis, in «Arte Organaria e Organistica», XXIV (2017), n. 3, p. 7.

- Musicologia liturgica e storiografia della musica sacra agli albori del XX secolo: Giovanni Tebaldini, La musica sacra nella storia e nella liturgia, in «Arte Organaria e Organistica», XXIII (2016), n. 1, pp. 46-54, Articolo storico-musicale.

- Praeludium, in «Arte Organaria e Organistica», XXII (2015), n. 4, p. 1, Editoriale.

- La scomparsa di René Saorgin, in «Arte Organaria e Organistica», XXII (2015), n. 4, p. 7.

- Intervista ad Anna Maria Novelli nipote del compositore bresciano Giovanni Tebaldini (1864-1952), in «Arte Organaria e Organistica», XXII (2015), n. 4, pp. 18-21.

- Max Reger: la visionarietà di un Bach ottocentesco, in «Musica», XXXVIII (2015), n. 271, pp. 54-58, ISSN 03925544, Articolo storico-musicale.

- La riforma dell’organo a Cremona secondo Vincenzo Germani e il caso del Lingiardi di San Pietro al Po, in L. Mauri Vigevani-M. Ruggeri (a cura di) L’arte organaria dei Lingiardi fra tradizione e sperimentazione, Viterbo, BetaGamma, 2014, pp. 381-394, ISBN 9788886210683. Contributo musicologico pubblicato negli Atti dell’omonimo Convegno (comitato scientifico, Giancarlo Bertagna, Antonio Delfino, Maria Cecilia Farina, Laura Mauri Vigevani, Marco Ruggeri, Maurizio Tarrini): Cremona, Biblioteca Statale, 29-30 ottobre 2009.

- L’arte dei suoni secondo Gabriele D’Annunzio, in «Arte Organaria e Organistica» XXI (2014), n. 4, pp. 42-47, Articolo storico-musicale. 

- Sul movimento ceciliano, in Piero Mioli (a cura di) L’organista dalle mille anime. Bossi concertista, compositore, didatta (1861-1925) con una riflessione su Tactus editore (1986), Bologna, Clueb, 2012, pp. 119-127, ISBN 9788849137491. Contributo musicologico pubblicato negli Atti dell’omonimo incontro di studi (comitato organizzativo, Donata Bertoldi, Cristina Landuzzi, Andrea Macinanti, Piero Mioli, Donatella Pieri, Roberto Ravaioli, Gian Enzo Rossi, Annarosa Vannoni, Maria): Bologna, Conservatorio “Giovan Battista Martini” – Museo internazionale e Biblioteca della musica, 20-21 maggio 2011.

- Brevi appunti sulle commemorazioni della morte di Marco Enrico Bossi a Cremona (1925, 1932) e nel Cremonese (1926, 1927), in «Strenna dell’A.D.A.F.A.», II (2012), pp. 115-130, ISBN 9788890698729. Contributo musicologico redatto per la giornata di studio Sulle commemorazioni della morte di Marco Enrico Bossi a Cremona, Biblioteca dell’A.D.A.F.A. «Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte) di Cremona, 25 settembre 2011.

- Praeludium, in «Arte Organaria e Organistica», XIX (2012), n. 4, p. 1, Editoriale.

- Il centocinquantesimo di Marco Enrico Bossi, in «Musica», XXXIV (2011), n. 226, pp. 50-52, ISSN 03925544, Articolo storico-musicale. 

- Ulisse Matthey, Visione per Grand’Organo, prima edizione a stampa, Bergamo, 2010, Num. 5175 delle Edizioni Carrara, Edizione musicale.

- Le grandi opere organistiche di Franz Liszt e di Julius Reubke, Roberto Marini all’organo Walcher della chiesa di St. François a Losanna, DVD Fugatto FUG 026, 2009-10, Libretto.

- Il virtuoso d’organo Ulisse Matthey (1876-1947), in «Arte Organaria e Organistica» XVI (2009), n. 4, pp. 38-45, Contributo bio-bibliografico.

- Ricordo del maestro Vincenzo Germani (1894-1958), in «Arte Organaria e Organistica», XVI (2009), n. 1, pp. 40-46, Contributo bio-bibliografico.

- Sergej Rachmaninov, Preludio in do diesis minore op. 3, n. 2 per pianoforte [trascrizione per organo di Vincenzo Germani], prima edizione a stampa, Bergamo, 2009, Num. 5114 delle Edizioni Carrara, Edizione musicale.

- Appunti per una storia della ricezione della musica organistica a Cremona nella prima metà del XX secolo: i concerti di Ulisse Matthey a Cremona e nel Cremonese [I], in «La Tribune de l’Orgue», LXI (2009), n. 1, pp. 25-32; ivi [II], LXI (2009), n. 2, pp. 3-20, ISSN 10136835, Saggio musicologico pubblicato in traduzione francese da Guy Bovet, direttore della rivista di cultura organaria e organistica della Svizzera Romanda.

- Due storiche commemorazioni musicali nell’Alto Cremonese: Vincenzo Antonio Petrali (Crema, 1909) Marco Enrico Bossi (Castelleone, 1926), in «Leo de supra Serio», II (2008), n. 2, pp. 227-254, ISSN 19730713, Contributo bio-bibliografico.

- Il nuovo organo Daniele Maria Giani per la Cappella del Governatorato in Vaticano, in «Arte Organaria e Organistica», XV (2008), n. 2 pp. 18-21.

- Vincenzo Antonio Petrali (1830-1889) «il principe degli organisti italiani», in «Arte Organaria e Organistica», XV (2008), n. 2, pp. 36-41, Contributo bio-bibliografico.

- Vincenzo Antonio Petrali, Messa per organo in Fa maggiore, Paolo Bottini all’organo Lingiardi di Croce Santo Spirito (c. Castelvetro Piacentino, Pc) CD Bongiovanni70 GB 5154-2, 2008, Libretto.

- Il concerto per tastiera mezzo di diffusione dello stile italiano nell’Europa del XVIII secolo, in «Festival di Cremona Claudio Monteverdi, XXV edizione», (2008), pp. 104-106, Programma di concerto.

- Buxtehude la Fantasia in chiave nordica, in «Musica», XXX (2007), n. 187, pp. 40-43, ISSN 03925544, Articolo storico-musicale. 

- La vocazione bachiana di Karl Richter, in «Musica», XXX (2007), n. 184, pp. 36-39, ISSN 03925544, Articolo storico-musicale. 

- Il Somiere “Roteltamburininzoli”, in «L’Organo», XXXIX (2007), pp. 237-254, ISSN 04746376, Contributo musicologico, pubblicato sulla storica rivista musicologica specializzata in organaria, fondata da Renato Lunelli e Luigi Ferdinando Tagliavini, poi diretta da Oscar Mischiati e Luigi Ferdinando Tagliavini, edita da Pàtron (Bologna).

- Giuseppe Rotelli e l’organo della chiesa dei padri Barnabiti di San Luca a Cremona, in «Arte Organaria e Organistica», XIII (2006), n. 3, pp. 28-35, Contributo bio-bibliografico.

- Arte organaria pavese nell’Ottocento cremonese, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», CVI (2006), pp. 297-314, ISSN 0392-0399, Contributo musicologico.

- L’attività dell’organaro Giuseppe Rotelli documentata sui giornali cremonesi dell’epoca (1894-1937), in «L’Organo», XXXVIII (2005-2006), pp. 294-388, ISSN 04746376, Contributo musicologico.

ATTIVITÀ GIORNALISTICA, EDITORIALE E REDAZIONALE

- Collaborazione con la rivista nazionale di cultura musicale e discografica «Musica», Zecchini (approfondimenti musicali, recensioni concertistiche, discografiche e librarie, dal numero 174 a oggi). La rivista di cultura musicale e discografica, pubblicata dagli editori Zecchini di Varese, è attualmente al suo quarantasettesimo anno di attività. Nel corso del tempo si sono avvicendati nella direzione Umberto Masini, Laura Poli, Stephen Hastings e Nicola Cattò. Lo scrivente è firma della rivista dal 2005.

- Co-direzione editoriale della rivista specializzata «Arte organaria e Organistica» delle edizioni Carrara di Bergamo. Lo scrivente è stato codirettore editoriale della rivista specializzata «Arte organaria e Organistica» delle edizioni Carrara di Bergamo (2009-2018) insieme a Vittorio Carrara, Umberto Forni, Andrea Macinanti, Wijnand van de Pol, Gilberto Sessantini e Francesco Tasini.

- Organi storici in provincia di Pavia. Viaggio all’interno della più antica macchina di musica, II. Milano, 2004, Edizioni il faggio, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», CV (2005), pp. 469-472, Recensione.

- Vittorio Giola, Conservazione di beni culturali musicali - l’organo Carrera a Nerviano, Varese, 2008, Zecchini Editore, in «Arte Organaria e Organistica», XV (2008), n. 4, p. 57, Recensione.

- Johann Ernst Altenburg, Arte dei trombettisti e dei timpanisti, a cura di Tranquillo P. Forza, Varese 2007, Zecchini Editore, in «Musica», XXX (2008), n. 193, p. 16, Recensione. 

- Renata Casarin, Michel Formentelli, Umberto Perini, Giuseppe Spataro, L’organo Pacifico Inzoli della chiesa di San Giovanni Battista in Adro, Adro (Bs), 2005, Arti Grafiche Pelizzari, in «Arte Organaria e Organistica», XVI (2009), n. 3, pp. 59-60, Recensione.

- Vittorio Giola, Conservazione di beni culturali musicali-l’organo Carrera a Nerviano, Varese, 2008, Zecchini Editore, in «Musica», XXXI (2009), n. 203, p. 14, Recensione.

- Silvia Corbetta, Olivier Messiaen: Saint François d’Assise-Cammino Verso la Joie Parfaite, Varese, 2009, Zecchini Editore, in «Musica», XXXI (2009), n. 205, p. 14, Recensione.

- Lino Lucchini, Giuseppe Spataro, Maguzzano-Complementi storici, Maguzzano (Bs), 2008, Tipolitografica don Calabria, in «Arte Organaria e Organistica», XVI (2009), n. 3, p. 59, Recensione.

- Marco Enrico Bossi, Opera omnia vol. 6-opere prive di numero di catalogo, a cura di Andrea Macinanti, Luca Salvadori, Francesco Tasini, Wijnand van de Pol, Bergamo 2009, Edizioni Carrara, in «Musica», XXXII (2010), n. 214, p. 14, Recensione.

- Carlo Mosso, Opere per organo, a cura di Letizia Romiti e Marco Santi, Ancona, 2010, Berbèn, in «Musica», XXXIII (2011), n. 224, p. 22, Recensione.

- Constance Frei, L’Arco sonoro, Articulation et ornementation: les différentes pratiques d’exécution pour violon en Italie au XVIIe siècle, Lucca, 2011, LIM, in «Musica», XXXV (2012), n. 237, p. 23, Recensione.








- Membro del Comitato Editoriale della rivista «auditoriuM» del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza: Francesco Perri, direttore responsabile; Olga Laudonia, caporedattore; Michele Bosio, Emanuele Cardi, comitato editoriale. Comitato scientifico: Agostino Ziino, Giorgio Adamo, Loris Azzaroni, Egidio Pozzi, Fabio De Sanctis De Benedictis, Christian Ferlaino, Marco Targa.

- «auditoriuM», I (2023), n. 1.

- «auditoriuM», I (2023), n. 2.

- «auditoriuM», I (2023), n. 3.

- «auditoriuM», II (2024), n. 1.

- «auditoriuM», II (2024), n. 2.

- Supplemento «auditoriuM», II (gennaio 2024). 

- Supplemento «auditoriuM», II (maggio 2024).

- Numero speciale «auditoriuM», II (luglio 2024).

- Membro del Comitato Editoriale della collana Unpublished Naples edita da Pizzicato Verlag Helvetia


RELAZIONI, CONVEGNI E CONFERENZE

- La tradizione organaria ottocentesca tra Pavia, Crema e Cremona, Università degli Studi di Pavia – Facoltà di Musicologia (Cremona), 2 marzo 2007, Relazione.

- La «riforma dell’organo» a Cremona secondo Vincenzo Germani (1894-1958) e il caso del Lingiardi di San Pietro al Po, Sala Conferenza della Biblioteca Statale di Cremona, 30 ottobre 2009, Relazione.

- Compositori cremonesi tra Otto e Novecento, Biblioteca dell’A.D.A.F.A «Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte) di Cremona, 12 e 19 maggio 2010, Relazione.

- Musica sacra «mondana» e «ceciliana», Sala “Enrico Musa” dell’Istituto “Giosué Carducci” di Como, 14 maggio 2010, Relazione.

- Sul movimento ceciliano, Museo della Musica di Bologna, 20 maggio 2011, Relazione.

- Marco Enrico Bossi, da Salò alla conquista del mondo, Palazzo Municipale di Salò (Bs), 27 luglio 2011, Relazione.

- Sulle commemorazioni della morte di Marco Enrico Bossi a Cremona, Biblioteca dell’A.D.A.F.A. «Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte) di Cremona, 25 settembre 2011, Relazione.

- Vierne tra liturgia, organo e canto, Sala “Respighi” del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, 18 aprile 2012, Relazione.

- Per un ritratto bio-bibliografico di Vincenzo Antonio Petrali, Centro Comunale di Cultura di Valenza Po (Al), 31 maggio 2013, Relazione.

- Ariel musicus, ovvero l’arte dei suoni secondo Gabriele D’Annunzio, Palazzo Municipale di Salò, 26 luglio 2013, Relazione.

- Musica sacra, chiesastica e religiosa: storiografia ed estetica fra Cinque e Ottocento, Sala “Rossini” dell’Accademia Filarmonica di Bologna, 07 ottobre 2017, Relazione.

- La musica sacra, definizione, storia e fenomenologia, Centro Pastorale Francescano di Comiso, 12 novembre, 2022, Relazione.

- La polifonia vocale tra Medioevo e Rinascimento, “Sala del Libro Antico” della Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, 04 marzo 2023, Relazione.

- Presentazione del volume Incontri organistici (Torino, KWBooks, Torino, 2023), Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali (Cremona), 13 dicembre 2023, Relazione.

- Coordinamento della Giornata di studio in occasione del 150° anniversario della nascita di Marco Enrico Bossi (1861-1925) «organista principe», A.D.A.F.A. «Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte), Cremona, 25 settembre 2011.

- Coordinamento della Commissione musicale dell’A.D.A.F.A. «Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte) per il biennio 2012-2013.

- Membro del comitato organizzativo del Seminario «La catalogazione informatizzata relativa agli organi storici», Facoltà di Musicologia, Cremona 21-22 novembre 2005.

- Membro del comitato organizzativo del Seminario «La documentazione degli organi storici in Italia e in Europa», Facoltà di Musicologia, Cremona 13-14 marzo 2007.



MICHELE BOSIO, agosto 2024

Ricordo del M° Alberto Bruni





IL MIO AMICO ALBERTO

Eccomi al primo anno di scuola superiore, siamo in giugno al saggio finale di pianoforte; pantaloni bianchi, camicia hawaiana di seta: il professor Alberto Bruni, il mio futuro amico, mentore, sodale. Il nostro primo incontro è di quelli classificabili come “rottura di ghiaccio”, cioè io stavo per suonare un minuscolo brano di Dimitri Kabalevsky e il professore del corso parallelo a quello che io frequentavo, mi si avvicina e facendomi coraggio si rivolge a me come se fossimo “alla pari”; sì, due musicisti che chiacchierano – cercando di ingannare l'attesa – prima di una esibizione: rilassati, informali... Questo lo stile del prof. Bruni; si perché all’epoca non era ancora Alberto e il “tu” – sebbene sempre sottinteso – non era l’abituale prassi.
Da questo primo incontro in cui l’agio ricevuto mi aveva messo nella condizione (allora per me sicuramente pretenziosa) di sentirmi un “collega” – avevo circa quattordici anni – passò poco tempo, sennonché a dicembre mi ritrovai a fare da volta pagine all’armonium impegnato nella Petite Messe Solennelle di Giochino Rossini (in Duomo a Cremona). Inaspettatamente vidi il M° Bruni – con tanto di impeccabile frac – venirmi incontro, stringermi la mano, salutarmi facendomi gli “in bocca al lupo” – lui a me! – poco prima di entrare in scena (lui era il pianista, cioè colui a cui Rossini aveva affidato una scrittura orchestrale assai impegnativa). Di nuovo lo stile di Alberto: quello di chi non ha certo bisogno di titoli, sovrastrutture, paludate consuetudini, per mostrare chi è e cosa fa. Un vero artista, cioè colui che – come diceva Robert Schumann – non può scindere la propria vita dall’arte e la musica dalla propria esistenza.
Ma la vera strada che mi ha portato a condividere molta parte della mia esistenza (post-adolescenza... vita adulta, maturità) con un vero amico (pochi se ne possono contare in questa vita) è stata la naturale adesione al mondo dell’infanzia – o meglio, dell’ideale di infanzia che ci portiamo nel cuore una volta persa la spontaneità fanciullesca – il gusto per l’attesa e la scoperta che rendono speciale “la notte più lunga dell’anno”. Il passaggio dal 12 al 13 dicembre – il giorno di Santa Lucia – un giorno speciale in cui i bimbi aprono cupidamente i doni che la santa siciliana porta a Cremona, accompagnata dal fido asinello. Scampanellare per strada facendo sentire i dolci tintinnii ai bambini chiusi in casa, inebriati dalla gioia per l’attesa e dalla frenesia che la notte passi velocemente, ha messo a nudo un lato comune e genuino del nostro umano sentire... Chissà, forse anche lo Schumann delle Kinderszenen (che Alberto spesso ha suonato in contesti umanitari) sentiva qualcosa del genere, quando scriveva per i fanciulli di un tempo, i poeti di oggi.
Grazie all’assidua frequentazione con Alberto ho imparato tanto, tantissimo: l’importanza dell’analisi musicale, dell’armonia, della composizione, dell’estetica musicale – naturalmente la necessità di una tecnica pianistica ferrea supportata dalla memoria compositiva – l’immenso universo umanitario della musica di Gustav Mahler attraverso il medium Leonard Bernstein. La grande letteratura per pianoforte, i concerti per pianoforte e orchestra di fondamentale conoscenza: Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Liszt, Debussy, Ravel, Rachmaninov. Il repertorio liederistico, il melodramma italiano che Alberto padroneggiava come pochi – Puccini in primis avendo accompagnato una moltitudine di cantanti lirici nel corso della sua carriera. All’epoca io avevo una autentica predilezione per la musica sacra tedesca, essendo affascinato dall’organo a canne, e Alberto dovette lottare non poco con i miei pregiudizi a proposito dell’opera lirica; in certa misura l’ebbe vinta!
Negli anni della mia formazione musicale mi fu sempre accanto, i suoi numerosissimi e forbitissimi esempi al pianoforte mi furono di enorme conforto (essendo io dotato di una scarsa tecnica pianistica) quando decisi di studiare musicologia. Prima della mania compulsiva di procurarsi di tutto e di più attraverso il commercio on-line, ci recavamo – come fosse un pellegrinaggio – a fare acquisti a Milano (soprattutto spartiti, durante le vacanze natalizie) e a Brescia (che nostalgia l’Iperdue di Portici X giornate, con quella miriade disordinata di dischi!).
L’amico vero c’è sempre nella buona e nella cattiva sorte: durante la mia prima autentica esperienza dolorosa – l’incidente, la lunghissima agonia, la morte di mio nonno – ugualmente durante i giorni più belli della mia vita – fidanzamento e matrimonio – regalandomi tanto del suo affetto, della sua spontaneità, della sua dialettica – a volte prorompente e sopra le righe, più spesso ammansita dal suo profondissimo pudore di persona per bene. Alberto agiva spontaneamente, sempre guidato dalla sua sensibilità per la giustizia e dal buon senso, entrambi derivati da un’educazione sana. Potevi ritrovartelo alla porta di casa inaspettatamente e altrettanto imprevedibilmente incontrarlo nella hall dell’albergo che ti ospitava durante le vacanze estive, perché era venuto a trovarti (ti aveva fatto una gradita sorpresa)... Lui c’era sempre... Anche quando è mancato improvvisamente mio padre e vivevo da protagonista in un incubo a occhi aperti, cercando inutilmente di svegliarmi... Avevo già sperimentato la sensazione di morte interiore nel momento in cui mio nonno se ne andò; quando lo raggiunse anche mio papà – precedendomi con un preavviso che sa di polvere bruciata – il vuoto interiore, la morte di una parte dell’anima, si manifestò più forte e irreversibile... eternamente identica. Bastava alzare la cornetta del telefono e Alberto c’era sempre – come era solito affermare – a qualsiasi ora del giorno e della notte! Ed era vero, non era solo un modo di dire. Viaggi, concerti, prove, aeroporto, escursioni varie... sempre disponibile... Alberto: una presenza costante nella mia vita privata, familiare e pubblica, su cui potevi inequivocabilmente contare! Sino al 26 luglio del 2013, una data limite che ha fissato l’apice del baratro, la catastrofe, la rottura con la normalità, con la quotidianità: la depressione mi ha divorato inaspettatamente. A quella data risale la nostra ultima lunghissima telefonata su skype... Quasi  due anni prima della sua prematura scomparsa (allo scoccare di quella tragica data, per di più, mi trovavo in Giappone e non ho potuto salutarlo come avrei voluto).
Come accade quando l’amicizia è vera e sincera, possono passare giorni, settimane, mesi... anni; ma quando rispondi al telefono è come se ci si fosse appena lasciati. Facciamo due passi, chiacchieriamo del più e del meno... a casa mia... non importa dove, come, quando, perché... Stiamo insieme, parliamo, ci sfoghiamo, ci confidiamo, scherziamo, discutiamo animatamente... poi una risata sgangherata scoppia dal nulla... tutto ritorna alla normalità. Quella normalità che mai più tornerà, perché quando un amico sincero se ne va, muore anche una parte di te; non il ricordo che rimane vivo e lucente; è l’anima che rimpicciolisce.
Più si invecchia e meno amici ti rimangono... caro amico, tu non hai fatto in tempo a invecchiare; come mio padre... forse non hai provato paura per la morte... Ti sei ritrovato dall’altra parte a vegliare sempre su tutti quanti continueranno volerti bene. Alla prossima, Alberto!

                                                                                                                               Michele Bosio


HO CONOSCIUTO ALBERTO

Ho conosciuto Alberto nel 1989, quando per me era ancora il professor Bruni: ero in prima media alla “Campi” e fu il mio insegnante di Educazione Musicale. Già molto originale allora, simpatico quanto sorprendente nei modi di fare: ricordo un’infinità di momenti in cui noi alunni cercavamo di farlo impazzire, mentre lui stoicamente resisteva.
Ricordo ancora che, mentre il prof. era impegnato a spiegare la lezione, io e la mia compagna di banco spingevamo i nostri due banchi sempre più avanti, centimetro per centimetro, senza farci vedere, fino ad attaccarci alla cattedra. Sapevamo che la cosa lo disturbava, del resto noi eravamo una classe di “perfidi” undicenni. Quando poi notava la nostra insolita vicinanza si alzava in piedi con aria sbalordita, ci chiedeva spiegazioni e spostava la cattedra all’indietro; ma noi naturalmente dopo pochi minuti ricominciavamo di soppiatto la nostra manovra e – come ci si può immaginare – una volta arrivata la fine dell’ora era il nostro caro prof. a essere praticamente con le spalle al muro.
Altre volte lui raccoglieva i diari di tutti gli alunni, già all’inizio dell’ora di lezione, per dare le note ai più vivaci oppure per la classica punizione “scrivo 100 volte: non devo disturbare durante l’ora di Educazione Musicale”, stando molto attenti a scrivere “Educazione Musicale” con le maiuscole – teneva molto ai dettagli – concedendo la facoltà di abbreviare in “Ed. Mus.”. I suoi alunni, soprattutto quelli più vivaci, erano da lui soprannominati “bambocci”.
Ricordo le barzellette che ogni tanto raccontava per alleggerire i momenti di lezione. I ricordi sono veramente tanti: il suo marsupio, capiente come un pozzo senza fondo; i capelli raccolti a codino e gli occhiali da sole con lenti a specchio blu elettrico; le mollette da bucato per fermare gli spartiti; quel suo modo particolare di applaudire; insomma, quel suo modo unico di essere e di fare, che ci lasciava sempre in bilico tra il sorpreso, l’incuriosito e il divertito.
Per raccontare un altro piccolo aneddoto, in un pomeriggio di giugno di tanti anni fa io e alcune mie amiche andammo alla fiera di San Pietro, salimmo sul trenino dell’orrore e, terminato il giro, chi trovammo ad aspettarci all’uscita? Naturalmente lui! Orologio alla mano ci comunicò: “ci avete messo esattamente 3 minuti e 20 secondi”.
Quante risate ci siamo fatte insieme al prof. Bruni! Per me quelli erano davvero anni magici: ogni settimana Cremona proponeva tantissimi appuntamenti per chi era appassionato di musica classica, opere, concerti, danza... In quel periodo condividemmo – io e altre compagne di scuola insieme ad Alberto – tanti splendidi progetti, come la meravigliosa esperienza dei Carmina Burana di Carl Orff al teatro “Ponchielli” nel 1996, davvero indimenticabile! Oppure la partecipazione al coro “Ponchielli Vertova”, un’avventura non lunghissima (circa un paio di anni) ma ricca di ricordi, come ad esempio le lunghe chiacchierate al termine delle prove di canto.
Diciamo pure che Alberto è stata la personalità che più è riuscita a coinvolgermi e ad appassionarmi a una materia – la Musica con la maiuscola – che poi mi ha accompagnato per buona parte dei miei studi futuri. Fu in quegli anni che diventò così semplicemente “Alberto” e non più il “professor Bruni”. La sua figura di frequente accompagnava i momenti musicali della città, sia perché lui stesso suonasse sia perché, ogni volta che andassi ai vari concerti, ero praticamente sicura di incontrarlo: da dietro un angolo appariva e mi diceva “eccoti qua!”.
Una sera ci disse: “se partiamo adesso potremmo andare in piazza San Marco a Venezia a mangiarci un gelato e poi torniamo!”. Era abituato a fare tanta strada, sempre in sella al suo amato e inseparabile scooter, passione che ce lo ha portato via fisicamente, ma che non potrà mai cancellare i ricordi, gli anni, la musica, tutto quello che è stato per me e per noi, un “gruppetto” di suoi amici, prima ancora che ex alunni, che lo ricordano ogni giorno con immenso affetto e che lo porteranno sempre nel cuore.

                                                                                                  Rossella Fornari Carubelli